Vitigni di Calabria
MAGLIOCCO DOLCE

 

vitigno calabrese Magliocco dolce Sinonimi. Magliocco dolce, Arvino,

Lacrima nera

 

È un vitigno a maturazione tardiva (nella prima-seconda decade di ottobre) in via di abbandono ma oggi in fase di rivalutazione. Vanta origini antiche, il primo riferimento storico risale alla fine del 1500. Alla fine del 1800 si deve la massima concentrazione della sua coltivazione nelle province di Cosenza e Catanzaro, dove era più importante del Gaglioppo. Attualmente si trova frammisto ad altre varietà locali nei vecchi vigneti delle province di Crotone e Catanzaro, mentre nel Cosentino è anche coltivato in purezza.

 

Come si presenta in vigna. Il grappolo a maturità ha dimensioni medie o medio-piccole, è piuttosto lungo, di forma conica, in genere compatto e peduncolo tra il corto e il molto corto, di colore verde. L’acino è medio ed ellissoidale corto. La buccia è molto spessa, ben pruinosa, di colore blu-nero. La polpa ha scarsa consistenza ed ha sapore gradevole quando è ben matura.

 

Attitudini per la viticoltura. Il Magliocco dolce si adatta a forme di allevamento poco espanse come l’alberello. Si adatta bene ai climi siccitosi e caldi, è un vitigno rustico che non presenta particolari sensibilità alle avversità.

 

Impiego. Le uve vengono usate per la vinificazione.

 

Vino. Presenta colore rosso rubino intenso. Ha una buona alcolicità, è armonico e morbido con profumi di frutta rossa matura con note speziate. L’elevato tenore di polifenoli lo rende adatto all’invecchiamento.

 

Fonte bibliografica: Schneider et al. (2008) Schede ampelografiche in
«Il Gaglioppo e i suoi fratelli. I vitigni autoctoni calabresi». Ed. Tecniche nuove

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