Territori di EuVite
REGGIO CALABRIA
Palme, magnolie e piante esotiche trasformano il lungomare di Reggio Calabria in una sorta di orto botanico. Un balcone fiorito da cui affacciarsi per rimanere incantati dalla meravigliosa veduta sullo stretto di Messina, a cui fanno da quinte i monti Peloritani e l’Etna. Scendendo verso l’estremo sud calabrese, tra Roccella Ionica e Reggio Calabria, si viene improvvisamente «catturati» da un odore intenso, gradevole, fruttato e inconfondibile: è il fiore del bergamotto, che viene utilizzato da secoli nell’arte della profumeria.


NATURA E STORIA


Non solo mare: il sentiero dell’inglese 


Calabria - Reggio Calabria: sentieri Si può precorrere l’area limitrofa a Mèlito di Porto Salvo e al suo mare seguendo il litorale o addentrandosi alla scoperta di paesi arroccati sulle colline, seguendo le tracce dello scrittore e viaggiatore inglese Edward Lear che, già nell’Ottocento, constatava come i sentieri interni fossero l’unica via di spostamento possibile e come, in alcuni tratti, si perdesse la nozione dello spazio e del tempo. Il «sentiero dell’inglese» è oggi oggetto di recupero ecoturistico da parte di cooperative giovanili, impegnate a far conoscere al visitatore i segni ricchissimi della cultura locale (artigianato, musica, ritualità, enogastronomia) e le tracce delle popolazioni che si stabilirono in questo angolo contadino e pastorale dell’estremo sud calabrese. 


Mèlito di Porto Salvo e Garibaldi

 

Mèlito di Porto Salvo si colloca in una zona di poco più di 50.000 chilometri quadrati in provincia di Reggio Calabria, denominata Grecanica perché in alcune aree ancora oggi si parla il «Greco di Calabria», idioma antichissimo con radici che raggiungono l’età magno-greca. Storicamente ha segnato un punto fondamentale nell’unità del Paese. Il toponimo «Porto Salvo» è infatti legato al tumultuoso sbarco di Garibaldi che, nella notte tra il 18 e il 19 agosto del 1860, abbandonò il piroscafo Torino (che si era incagliato) e – assediato dalle truppe borboniche – si rifugiò nel Palazzo Ramirez (oggi chiamato Casina dei Mille, con funzioni di albergo e ristorante), stabilendovi la sede di comando. A testimonianza di quella battaglia, sulla facciata dell’edificio è presente ancora oggi la palla di cannone proveniente da una nave borbonica. Sul lungomare, inoltre, accanto alla stele che ospita i resti dei tre garibaldini morti in quella notte del 1860, sorge il Museo Garibaldino, che conserva molti cimeli dell’epoca, con reperti provenienti  dalle donazioni di liberi cittadini o gentilmente concessi da molti archivi di Stato come quelli di Catania e Napoli. Anche il piroscafo Torino, che  giace insabbiato al largo della spiaggia di Melito, e le cui operazioni di recupero sono state già  programmate, potrà diventare una suggestiva opera musealizzante nei prossimi anni.   


CULTURA


I luoghi dell’anima:  Pentedattilo e Gallicianò

 

Calabria - Reggio Calabria: Pentadattilo L’emblema dei concetti di «aspro» ed «estremo» è ben rappresentato da Pentedattilo (o Pentadattilo), frazione di Mèlito di Porto Salvo arroccata sulla rupe del Monte Calvario dalla caratteristica forma che ricorda quella di una ciclopica mano con 5 dita (da qui il nome «penta», cinque, e «daktilos», dita). È uno dei centri più caratteristici dell’area grecanica e oggi costituisce un centro di eccellenza, un’icona per tutta l’area, simbolo dello sviluppo turistico eco-sostenibile. All’interno del parco naturale e antropico che ospita il geosito, il visitatore può sperimentare percorsi conoscitivi e didattici, affrontare trekking sui sentieri, visitare alcune chiesette e i ruderi del Castello degli Alberti, conoscere leggende.

Poesia e natura si respirano anche a Gallicianò, borgo di circa 200 abitanti definito l’«Acropoli della Magna Grecia». Qui il greco antico non è mai stato abbandonato; anzi, è ancora lingua viva fatta di sonorità e trasmissione orale da parte di una ostinata minoranza ellenofona, custode di una cultura di inestimabile valore. Tutto sembra appartenere ad un’altra dimensione, a partire dalla toponomastica delle vie, scritte in greco antico e tradotte con l’alfabeto latino. Si può seguire, in paese, un percorso culturale con diverse tappe tra cui la chiesa Ortodossa, la Biblioteca Ellenofona, la sorgente dell’Amore, la chiesa del patrono San Giovanni Battista e il museo etnografico «Anzel Bogasari Merianoù».

 

Reggio Calabria 

 

Per ammirare la bellezza della città si può cominciare con una passeggiata sul Lungomare, che il poeta Gabriele d’Annunzio definì «il più bel chilometro d’Italia. Da qui si gode il profilo della Sicilia, che la sera brilla di luci oltre lo Stretto. Alla fine del lungomare appaiono il tratto delle mura greche – unica testimonianza dell’ex colonia ionica – e alcuni resti di terme romane. Degna di nota anche la Villa Comunale, adibita a orto botanico con pregevoli esempi di flora tropicale ed equatoriale. Gli amanti della storia e dell’archeologia non possono perdere una visita al Museo Nazionale, dove si  conservano reperti archeologici dell’intera regione calabrese, oltre a una vasta raccolta artistica romana, bizantina e medioevale.

A Reggio Calabria si possono  ammirare i famosi Bronzi di Riace, risalenti al V secolo, sottratti dal fondo del Mar Ionio in prossimità dell’antico villaggio di Riace, tipico esempio di cultura ellenistica. Interessanti, infine, il Duomo –  ricostruito dopo il terremoto del 1908 seguendo le  linee tipiche dell’architettura romanica – e i resti del Castello, risalente al periodo aragonese, di cui restano oggi i due torrioni e un tratto di cortina.


PRODOTTI AGROALIMENTARI TIPICI


Il bergamotto

 

Calabria - Reggio Calabria: bergamotto È un agrume, incrocio naturale tra l’arancio amaro e il limone, più piccolo di un’arancia media, dalla buccia sottile, liscia, che va dal verde al color giallo limone. Grazie alla felice combinazione tra le caratteristiche dei terreni e del clima il bergamotto ha eletto questa fascia costiera come principale patria di adozione, dopo  essere stato portato in Europa da Cristoforo Colombo. Il suo fiore viene anche chiamato zagara, dall’arabo zahara, «fiore», ma è la corteccia dei frutti maturi a fornire l’essenza, pregiatissima, utilizzata in  profumeria, in medicina e nell’industria alimentare. Per dare un’idea della sua importanza, a livello nazionale e internazionale, in Calabria se ne producono tra le 80 e le 100 tonnellate contro le 10 della Costa d’Avorio e le 2 dell’Argentina. 

 

Palizzi, regno del vino rosso

 

Un’importante tappa sul «sentiero dell’inglese» è Palizzi, incantevole e pittoresco paese situato sul versante destro dell’omonima fiumara, tra i monti Grappida e Carruso, famoso per il vino rosso che viene  qui prodotto e che ben esprime questo territorio, aspro ed estremo, crocevia di differenti culture e tradizioni.

 

DA VISITARE


Bronzi di Riace


Dopo la chiusura per ristrutturazione del Museo Nazionale di Reggio Calabria è oggi possibile ammirare i Bronzi di Riace presso il Palazzo Tommaso Campanella, sede del Consiglio  regionale, in Via Cardinale Portanova. Risalenti al V  secolo, sottratti dal fondo del Mar Ionio in prossimità dell’antico villaggio di Riace, sono un esempio di cultura ellenistica.
Orari di apertura:
tutti i giorni (domenica compresa) dalle 9.00 alle19.30. L’ingresso è gratuito. 

 

Castello Aragonese


È l’edificio simbolo della città di Reggio Calabria. Fu eretto presumibilmente su una costruzione preesistente risalente a epoca bizantina (VI secolo d.C.), ma se ne hanno notizie certe dall’anno 1027, quando i Normanni vi stabilirono la corte. I restauri e le modifiche strutturali che subì nel corso dei secoli ne hanno fatto un’imponente fortezza difensiva caratteristica del periodo aragonese. Oggi è la sede dell’Osservatorio dell’Istituto Nazionale di Geofisica.       

ALTRO DA SCOPRIRE
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