Territori di EuVite
CIRÒ

La storia plurimillenaria della vitivinicoltura calabrese, espressa dall’antico nome della regione, Enotria, ha il suo punto fermo a Cirò. Una civiltà densa di storia tra resti archeologici dell’antica Grecia, spesso sommersi, e testimonianze bizantine. Qui soggiornarono Pitagora e Lilio, l’inventore del calendario Gregoriano. Da assaggiare il vino Cirò, il cui «antenato» costituiva il premio per i vincitori dei giochi olimpici ateniesi.

 

NATURA E STORIA

 

Mito e leggende

 

La costa ionica calabrese è molto regolare, con pochi punti di riferimento per la navigazione. Per la sua posizione preminente spicca il promontorio di Capo Colonna, dove dal V secolo a.C. venne impiantato un culto dedicato a Hera Lacinia, dea moglie di Zeus, protettrice dei pascoli e della fertilità. Era considerato un centro religioso di grande importanza, oltre che punto di sosta per mercanti di passaggio e naviganti e appariva come una  struttura imponente, composta da 48 colonne doriche alte ciascuna più di 8 metri. Oggi, sfidando i secoli, ne rimane in piedi solo una, a spiccare sul promontorio, in un parco archeologico di circa 30.000 metri quadri. Ci troviamo nell’area del Parco dell’Area marina protetta Capo Rizzuto, una riserva che si rivela un paradiso per chi ama il mare e la storia. I fondali, infatti, non sono ricchi solo di fauna, ma anche di reperti antichi. Tracce del passato rivelano che a poche miglia dalla riva, imponenti per la loro bellezza, spuntavano dalle acque dello Ionio alcune isole, ora inghiottite dal mare, ben visibili dalla costa: Meloessa, Tyris, Eranusa, situate proprio davanti l’attuale Le Castella, dove si trovano resti archeologici sommersi.   

 

CULTURA


Le Castella e Santa Severina 

 

Calabria - Le Castella (Cirò) - CastelloAragoneseA Le Castella, vicina a Isola Capo Rizzuto, in piena Area protetta, un Castello Aragonese del XV secolo sorge su un isolotto collegato alla riva da una sottile striscia di terra. Una fortezza letteralmente «poggiata» sul mare e considerata una delle più belle di tutto il Mezzogiorno, con imponenti mura color ocra a contrasto con il blu di cielo e mare. Ottima l’organizzazione turistica: da non perdere il percorso archeologico subacqueo, le escursioni su battelli dal fondale trasparente o le battute di pescaturismo, che  portano a strettissimo contatto con una natura incontaminata e preziosa.

Nei pressi di Le Castella merita una visita Santa Severina, posizionata su un’alta rupe che domina la valle del  fiume Neto e che la fa apparire, in alcune giornate di foschia, come una grande nave di pietra. A testimonianza  della dominazione bizantina, rimane il quartiere della Grecia, nella zona orientale, praticamente intatto dal punto di vista urbanistico, dove le case sono tutte abbarbicate sullo sperone roccioso. Il Battistero, realizzato tra VIII e IX secolo, è il più antico monumento bizantino della Calabria. 

 

Due ospiti eccellenti: Lilio e Pitagora 

 

Il Museo nazionale Lilio si trova nel centro di Cirò superiore. Al piano terra  propone un viaggio nella civiltà  contadina attraverso usi, costumi, immagini e attrezzi di un tempo; al primo piano presenta il padre  del calendario Gregoriano: Luigi Lilio (vero nome, Aloysius Lilius, www.lilio.it), medico di Cirò che ideò la riforma del  calendario promulgata da Papa Gregorio XIII (da cui  prese il nome) nel 1582. Fu Lilio a risolvere il grande  problema astronomico-confessionale su cui i più  grandi astronomi e matematici di varie epoche si erano cimentati inutilmente: Pasqua doveva essere celebrata  la prima domenica dopo il plenilunio di primavera,  ma l’anno solare risultava più lungo di 11 minuti e 14  secondi, per cui ogni 128 anni si sarebbe sommato un  giorno in più. Fu Lilio a proporre di calcolare l’anno   solare in base alle Tavole Alfonsine: in questo modo la  durata dell’anno solare risultò essere di 365 giorni, 5  ore, 49 minuti e 12 secondi. La proposta di ricondurre  l’equinozio di primavera al 21 marzo, eliminando dieci  giorni (stabilendo che il giorno successivo al 4 ottobre  1582 fosse il 15 ottobre) e sopprimendo il bisesto a tutti  gli anni centenari non multipli di 400 alla fine risultò  vincente.

Tra i personaggi storici che lasciarono tracce in questa zona ricordiamo inoltre Pitagora, con la sua Scuola di sapere di scienza,  matematica e musica istituita a «Kroton» (l’odierna  Crotone), città fondata nell’anno 708/709 a.C. dagli  Achei e che conobbe uno splendore ineguagliato  in tutta la Magna Grecia. Proprio il famoso filosofo-matematico diede alla colonia un assetto politico, religioso e morale capace di assicurarle il  dominio incontrastato per oltre un secolo.

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TIPICI

 

Vigne in collina e… sul mare

 

Calabria - Cirò: vigneto vicino al mare Con poco più di 3.000 abitanti, in provincia di Crotone,  Cirò lega il suo nome al prodotto enologico più  conosciuto della Calabria e uno dei vini più antichi della Terra. È qui – per la precisione a Punta Alice, uno sperone di terra che chiude a sud il Golfo di Taranto – che approdarono nell'VIII secolo a.C. alcuni coloni greci fondando la città di Krimisa, dal nome della colonia greca Cremissa, in cui sorgeva un importante tempio dedicato al dio del vino, Bacco. L’incredibile fertilità dei terreni e la loro naturale predisposizione alla coltivazione della vite guadagnarono al territorio l’appellativo di «Enotria» (un  nome che venne poi esteso in tutta Italia) e il vino Cirò divenne presto così prezioso da costituire un premio molto ambito per i vincitori dei giochi olimpici ateniesi. I vigneti, oggi, si estendono lungo i lievi pendii collinari in proprietà estremamente frazionate, quasi tessere di uno strano mosaico, frutto del retaggio antico di una pratica – il «fare il vino» – che in questa zona è comune a tutti i nuclei familiari.

 

DA VISITARE


Museo astronomico Lilio

 

Dedicato all’inventore del nostro calendario, il museo intitolato a Luigi Lilio, medico, astronomo e matematico, nato a Cirò nel 1510, conserva documenti e materiale astronomico.

Per informazioni: rivolgersi al Comune di Cirò, segreteria.ciro@asmepec.it 

 

Castello aragonese di Le Castella

 

A dieci chilometri da Isola di Capo Rizzuto, su un isolotto collegato alla costa da un lembo di terra, sorge lo splendido Castello Aragonese di Le Castella.

Orari di apertura: 9.00-19.00 (dal 1° luglio al 15 settembre) e 9.00-14.00 e 15.00-20.00 (dal 1° marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 28 febbraio). Chiuso il lunedì.

Per informazioni: Tel. 081.991959

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