Territori di EuVite
ALTO COSENTINO

Il suo centro, San Demetrio Corone, corre lungo una fascia di terra protetta alle spalle dalla Sila Greca. Di fronte, invece, lo sguardo si allunga verso il mare, fino a incrociare la catena del Pollino, oltre la Piana di Sibari, la più ampia pianura calabrese, che riporta alla memoria l’antica città di Sybaris, colonia della Magna Grecia. Uno scrigno naturalistico che custodisce spiagge bianche sulla costa dell’Alto Ionio, distese di faggi e pini Ioricati sulle montagne del Pollino e boschi di latifoglie tra gli erti pendii della Sila Greca. Luogo di elezione per la storica minoranza etnica e liguistica «degli arbereschi», riserva tentazioni anche per la gola: dalle Clementine di Calabria igp alla migliore liquirizia del mondo, dai salumi a base di Suino Nero ai delicati «buccunotti».

 

NATURA E STORIA


Spiagge favolose e montagne selvagge

 

Calabria-Alto cosentino: spiagge Il verde intenso della macchia mediterranea, delle viti e degli ulivi, si alterna e si fonde con il blu del  mare e il bianco della sabbia. La costa dell’Alto Ionio calabrese, infatti, è un susseguirsi di spiagge favolose intorno alle quali i turisti possono trovare ogni tipo di  sistemazione: dai villaggi agli alberghi, dai campeggi ai Bed & Breakfast, fino alle case-vacanza. Chi ama la montagna, può spingersi nella natura selvaggia di due Parchi visitabili a cortissimo raggio: quello del Pollino – imponente spartiacque tra Basilicata e Calabria, dove la macchia mediterranea lascia gradatamente il posto a profumi e colori diversi, a rigogliose distese di faggi ed esemplari di pino loricato – e quello della Sila Greca, così denominata per essere stata  storicamente soggetta a influssi culturali orientali – dai Greci ai Bizantini, dai monaci basiliani agli Albanesi – e caratterizzata da boschi di latifoglie che si rincorrono tra aspre pendenze e profondi valloni. 

 

CULTURA


Sulle tracce degli «arbereschi» 

 

Calabria-San Demtetrio corone: arabeschi San Demetrio Corone (o Shën  Mitri Koronë), posta a 521 metri sul livello del mare e con poco più di 4.000 abitanti è la sede di una nota minoranza etnica e linguistica  detta «arberesca» o «degli arbereschi», dovuta soprattutto alle immigrazioni di abitanti dell’Albania e della Grecia della seconda metà del XV secolo. Questa cultura ha il suo emblema architettonico nel Collegio albanese di Sant’Adriano, una maestosa costruzione eretta nel 1732 a San Benedetto Ullano (Cosenza) per volontà di Papa Clemente XII. Scopo di questa struttura era di ospitare i chierici che si preparavano alla celebrazione del rito greco praticato dalla minoranza  di immigrati albanesi e greci in tutta  Italia. L’istituto, che per richiesta del Vescovo Francesco Bugliari, nel 1794, fu trasferito a San Demetrio Corone, divenne un importante organismo culturale in cui si formarono figure di spicco del Risorgimento italo-albanese, come i mazziniani Agesilao Milano e Domenico Mauro, e letterati e giuristi, come Girolamo De Rada e Cesare Marini. Oggi il patrimonio d’identità e cultura arbëreshë è tutelato con passione dai discendenti dell’antica etnia ancora residenti nel  territorio. A partire dallo studio della lingua, parlata correntemente in famiglia e studiata a vari livelli, e in passato insegnata anche nelle scuole; nella custodia  delle tradizioni popolari, dei costumi, della musica, e, in ambito religioso, nel riconoscimento ufficiale del rito greco-bizantino da parte dall’autorità ecclesiastica. Queste realtà fanno di San Demetrio Corone uno tra i più importanti centri di conservazione delle radici etniche albanesi nell’Italia meridionale (www.prolocosandemetrese.it).

 

Sybaris, antica colonia della Magna Grecia 

 

Sibari - Calabria Fondata da coloni Achei tra il fiume Crati e il Sibari, fu nel VI secolo a.C. centro ricchissimo e potente. Tracce delle millenarie rovine vivono oggi come splendide memorie dell’antica civiltà nel Parco Archeologico di Sibari, che con il Museo della Sibaritide (inaugurato nel 1996) costituisce il principale polo culturale del comprensorio ionico della Provincia di Cosenza. Nel Parco sono visibili le strutture di tre città sovrapposte: Sibari, Thurii e Copia (dal 720 a.C. al VI  sec. d.C.), i cui reperti archeologici sono esposti nel Museo, articolato in 5 unità museografiche. 

 


PRODOTTI AGROALIMENTARI TIPICI


Agricoltura di qualità 

 

clementine di calabria La Piana di Sibari è la capitale delle Clementine di Calabria igp (agrume ibrido tra il mandarino e l’arancio amaro) e un’area significativa per la produzione del riso, su 600 ettari tra i Comuni di Cassano allo Ionio e Corigliano. Copiosa e spontanea, inoltre, cresce la pianta della liquirizia calabrese – la migliore del mondo – che è stata appena riconosciuta con la dop dall’Unione europea. Da non perdere una visita al Museo della Liquirizia di Rossano «Giorgio Amarelli», in cui è possibile prenotare visite guidate alla scoperta dell’intero ciclo di lavorazione, dalla radice all’estratto e ai derivati. 

 


Archeologia gastronomica 

 

miele di calabria In questo habitat naturale e ricco di biodiversità si alleva il Suino Nero di Calabria, fino a pochi anni fa a rischio di estinzione e oggi fortunatamente recuperato grazie al prezioso lavoro di tanti piccoli produttori. Ad esempio, la famiglia Romano (www.nerodicalabria.it) lavora da tre generazioni salumi biologici di solo Suino Nero (salsiccia, soppressata, pancetta, guanciale, capocollo e l’immancabile ‘nduja, una crema morbida, molto piccante, spalmabile sul pane). Tra le specialità si segnala la delicata armonia dei «buccunotti», dolci dalla forma rotonda od ovale, farciti con mandorle tritate e cioccolata o con marmellata. Tradizionalmente vengono gustati in un solo boccone, abitudine da cui deriva il loro nome.   

 

DA VISITARE


Parco archeologico di Sibari

Ha un’estensione di 168 ettari e si trova a pochi chilometri dalla Strada Statale Ionica 106. L’area archeologica ha riportato alla luce i resti di tre città sovrapposte: la greca e più antica Sybari, l’ateniese Thurii risalente al V secolo a.C. e la città romana di Copia. I numerosi reperti archeologici provenienti dai cinque siti ancora aperti sono conservati ed esposti nel Museo della Sibaritide, in Località Casa Bianca.
Orari di apertura: tutti giorni, tranne il lunedì, 9.30-12.00 e 15.00-17.00.
Per informazioni: Tel. 0981.79391 
museomg@unical.it - www.museidellacalabria.it 

 

Museo della liquirizia

Il museo offre un viaggio nella storia di un’antica famiglia della Calabria, gli Amarelli, che dal lontano anno 1000 si dedica alla coltivazione e alla lavorazione della radice di liquirizia. Incisioni, documenti, attrezzi agricoli mostrano al visitatore una realtà agricola per lo più sconosciuta che mostra uno spaccato di vita, natura ed economia caratteristico della regione.
Orari di apertura: tutti i giorni, 9.30-12.00 e 15.00-17.00.

Le visite sono guidate e gratuite e possono essere prenotate.
Per informazioni: Tel. 0983.511219
info@museoliquirizia.it - www.museodellaliquirizia.it   

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