Aziende e Vini
 

Promotori di aggregazione
con la dop Terre di Cosenza

 

A Bisignano, nella media valle del Crati, in una zona collinare di grande suggestione e a 600 metri d’altitudine si trova l’azienda Serracavallo, gestita da Demetrio Stancati. «Ho iniziato a trasformare questa proprietà di famiglia nel 1995, due anni dopo avevo impiantato 8 ettari. La prima vendemmia è stata nel 2000» racconta Demetrio. Una sfida cominciata quasi per gioco, all’inizio le bottiglie erano solo 5.000, ma al secondo anno di produzione il suo vino aveva già ottenuto prestigiosi riconoscimenti. Adesso gli ettari sono 27, oltre a 3 di recente impianto, e le bottiglie sono arrivate a 60.000, ma in un prossimo futuro diventeranno 150.000. La passione per la viticoltura ha spinto poi Demetrio, nel 2004, a costituire il Consorzio Calabria Citra, che ha permesso di passare sotto l’unica doc Terre di Cosenza, istituita nell’ottobre del 2011, le 6 doc e 3 igt preesistenti, conservando le denominazioni delle sottozone. «Ci siamo uniti, ognuno con le proprie diversità – dice Demetrio – accomunati da un vitigno a bacca nera di origine greca, il Magliocco dolce, detto anche Lacrima o Arvino». È stato quindi avviato un lavoro di selezione clonale, in cui è stato coinvolto Attilio Scienza dell’Università di Milano, e il Magliocco dolce ha riacquistato la sua identità, qualificandosi «non più come una derivazione del più famoso Gaglioppo, ma come un vitigno autoctono con un suo DNA, uno dei vitigni di punta della Calabria». Demetrio Stancati ha impiegato tre anni per recuperare il Magliocco dolce, e pur restando i primi  impianti di Cabernet Sauvignon, Merlot, Riesling renano e Chardonnay, oggi nelle sue vigne domina l’autoctono, il Magliocco dolce per i rossi e il Pecorello per i bianchi.

I MIGLIORI VINI
BESIDIAE VALLE DEI CRATI BIANCO IGP
PATRAMOLA VALLE DEI CRATI IGP
DON FILĖ VALLE DEI CRATI ROSATO IGP
SETTE CHIESE VALLE DEI CRATI ROSSO IGP
TERRACCIA VALLE DEI CRATI ROSSO IGP
VIGNA SAVUCO VALLE DEI CRATI ROSSO IGP
 
 

Viticoltura eroica tutta al femminilE


Malaspina conta 9 ettari a vigneto collocati sulla punta dello Stivale, a Mélito di Porto Salvo, e ha una particolarità: è gestita da una «squadra» interamente al femminile, da Domenica, Caterina, Irene e Patrizia Malaspina. In una regione come la Calabria, dove tutto viene declinato al maschile, che quattro donne si occupino di un’azienda vitivinicola da 100.000 bottiglie l’anno non è davvero comune. Tanto più in un territorio dove si pratica viticoltura eroica… Ma le sorelle Malaspina hanno idee precise e ferme: la scelta dei vitigni esprime la volontà di recupero e valorizzazione degli autoctoni regionali. Con la vendemmia 2011 hanno eliminato anche quel 20% di Cabernet Sauvignon che utilizzavano in uvaggio col Magliocco nel Patros Pietro. La passione è stata instillata da babbo Consolato, che ha iniziato nel 1967 a fare vino, le figlie sono cresciute fra i tini e la pressa. Da circa 6 anni si sono affacciate sul mercato estero europeo: Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Olanda. La maggior parte dei rapporti sono nati in occasione di eventi fieristici, dove i loro vini registrano una buona accoglienza. «La difficoltà – spiega Domenica – sta nel provenire da un territorio poco conosciuto». Per scelta iniziale operano nel canale Horeca, ossia alberghi, enoteche, ristoranti e wine bar. I loro clienti sono gli appassionati di tipicità che non amano lo standard, ma cercano vini caratteristici legati al territorio. «I due nostri vini Pellaro e Palizzi – interviene  Caterina – con uvaggi quasi identici, ma provenienti da vigneti a diversa altitudine ed esposizione, non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro». Il loro futuro è scritto nell’orgoglio di appartenere a un territorio con una spiccata identità.

I MIGLIORI VINI
MICAH CALABRIA GRECO BIANCO IGP
PALIKOS CALABRIA ROSSO IGP
PALIZZI ROSSO IGP
PATROS PIETRO CALABRIA ROSSO IGP
CANNICI CALABRIA ROSSO PASSITO IGP
PELLARO ROSSO IGP
 
 

Un’azienda storica che investe sul vino
 

Nella Piana di Sibari, la più grande pianura calabrese, fra il massiccio del Pollino e la Sila, a San Demetrio Corone (Cosenza), batte il cuore della Poderi Marini, gestita dai fratelli Maria Paola e Salvatore. «Nasciamo come azienda olivicola, con una storia di 300 anni, e poi agrumicola. Al vino ci siamo avvicinati nel 2003 – dice Maria Paola – Volevamo diversificare, avevamo i siti giusti e dopo aver analizzato i terreni e selezionato i vitigni adatti, siamo partiti». Sui 300 ettari complessivi dell’azienda, 130 sono oliveti, 35 quelli dove si producono le Clementine di Calabria, 7 gli ettari di vigna, e il resto è bosco. Tutte le coltivazioni sono condotte con i metodi dell’agricoltura biologica certificata. In vigneti posti a 550 metri d’altitudine, tra profumi irripetibili come il mentastro e il finocchio selvatico e il vento che proviene dal mare, si coltivano vitigni a bacca rossa come il Magliocco e l’Aglianico, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e poco Sangiovese. «Siamo al terzo anno di vendemmia, produciamo 45.000 bottiglie l’anno, presto amplieremo la cantina – aggiunge Salvatore. I nostri vini sono calabresi, nei profumi, nella struttura e nel tenore alcolico e se abbiamo anche vitigni internazionali, come il Cabernet Sauvignon o lo Chardonnay, ora stiamo puntando tutto sugli  autoctoni». L’azienda, che ha raggiunto l’autosufficienza energetica grazie agli impianti fotovoltaici, investe molto sulla qualità dei prodotti. In questo senso Maria Paola conclude: «Noi siamo l’unica realtà produttiva in questo territorio a nord di Cosenza. Penso che la Calabria dovrebbe veramente riscoprire non solo l’attività vinicola tanto fiorente in passato, ma l’agricoltura in generale, che è la nostra più vera vocazione».


I MIGLIORI VINI
BASILEUS CALABRIA ROSSO IGP
ELAPHE CALABRIA ROSSO IGP
KORONČ CALABRIA ROSSO IGP
BRIGANTINO CALABRIA ROSATO IGP
SANDOLINO CALABRIA BIANCO IGP
COLLIMARINI CALABRIA BIANCO PASSITO IGP
 
 

Sostenitore della ricerca
per i vitigni autoctoni della Calabria


A Cirò Marina, nel cuore della viticoltura calabrese, si trova l’azienda «Librandi Antonio & Nicodemo»: una realtà che ogni anno produce circa 2,5 milioni di bottiglie e che lavora con otto vitigni diversi promuovendo una fervida attività di ricerca, sperimentazione e valorizzazione delle uve calabresi. I vitigni internazionali − Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sauvignon e Chardonnay, impiantati intorno agli Anni 80 − stanno da tempo lasciando spazio agli autoctoni: Gaglioppo, Magliocco, Greco e Mantonico. «Abbiamo studiato il Gaglioppo, che non  era mai stato oggetto di indagine e parallelamente abbiamo iniziato a guardare con attenzione anche ai vitigni autoctoni minori» racconta Nicodemo Librandi. «Il risultato è stato una riscoperta che ha appassionato anche altri produttori». Il vigneto dell’azienda Rosaneti, a Rocca di Neto, e quello in contrada Donno Ciccio Basalisco, sono quelli che stanno più a cuore a Nicodemo. L’uno per la sperimentazione avviata ormai dal 1993 e ancora in corso, e l’altro perché ereditato dal padre. «Mio padre era un grande  innestatore, − dice − una passione che mi ha trasmesso, evidentemente». Il riferimento è a uno degli aspetti ultimi della ricerca, quella relativa alla sperimentazione di un clone di Gaglioppo su 21 portainnesti diversi. L’azienda Librandi conta 232 ettari a vite di proprietà e si avvale anche di vignaioli fedeli alla filosofia aziendale. La cantina si estende su 7.000 mq di superficie. Promotore del progetto EuVite, Nicodemo Librandi oggi è presidente dell’associazione.

I MIGLIORI VINI
CRITONE VAL DI NETO BIANCO IGP
EFESO VAL DI NETO BIANCO IGP
DUCA SANFELICE CIRŌ ROSSO RISERVA DOP
ASYLIA MELISSA ROSSO DOP
GRAVELLO VAL DI NETO ROSSO IGP
MAGNO MEGONIO VAL DI NETO ROSSO IGP
 
 

Una realtà a filiera chiusa,
aperta alla valorizzazione     
   

A Lamezia Terme, sul versante tirrenico, si trova Statti, un’azienda che per l’estensione dei terreni e le  molteplici attività produttive si potrebbe definire a «filiera chiusa». Oltre al vino, produce infatti olio extravergine d’oliva, latte di bovine, clementine e foraggi ed energia. L'azienda conta 500 ettari di proprietà: 100 a vigneto, 300 a olivo, 50 ad agrumi e 10 a seminativi. Una realtà organizzata modernamente e a conduzione familiare, gestita dai fratelli Alberto e Antonio con l'enologo interno, Nicola Colombo − formatosi presso il celeberrimo Giacomo Tachis − e il consulente Vincenzo Bambina. Statti si è affacciata sul mercato estero con vini ottenuti da vitigni internazionali, ma dal 2000 ha puntato decisamente sui vitigni calabresi, come Gaglioppo, Mantonico nero, Magliocco, Greco e Mantonico bianco. Una particolarità è costituita dalla produzione di spumante metodo classico (18 mesi sui lieviti) al 100% da uve autoctone. «L’investimento più consistente è stato in cantina. I 300 metri quadrati iniziali sono diventati 3.500» spiega Alberto Statti. Antonio Statti si occupa del settore olivicolo, vinicolo e commerciale ed è spesso impegnato nelle visite in cantina per sensibilizzare operatori, appassionati e scolaresche. «La nostra azione − sostiene − è rivolta principalmente alla diffusione e alla conoscenza dei nostri prodotti nell’ambito regionale, perché secondo noi la conoscenza di ogni azienda deve passare prima dalla propria regione». E da un decennio, la quota di consumo di vini regionali all’interno della Calabria è aumentata sensibilmente. Dunque, una conoscenza che parta dai corregionali, per arrivare all’estero passando dagli italiani. 


 

I MIGLIORI VINI
GRECO CALABRIA IGP
MANTONICO CALABRIA IGP
ARVINO CALABRIA IGP
BATASARRO CALABRIA IGP
GAGLIOPPO CALABRIA IGP
LAMEZIA ROSSO DOP